Sono bastati due lampi rossi (Sainz nella Sprint e Leclerc in gara) per risvegliare l’orgoglio ferrarista. Tutti i titoli italiani sono per la resurrezione Ferrari. Solo la Gazzetta preferisce celebrare il solito Max, come se il suo dominio fosse una novità.
La notizia della domenica era la resurrezione Ferrari. Non tale da far sognare una vittoria, ma sufficiente per riportare le Rosse davanti a Mercedes e Aston Martin. La maggior parte dei quotidiani (non il Corsera che ha preferito la guerra calcistica del Golfo) hanno aperto la sezione sportiva con il Gran premio austriaco. Perfino i tg Rai hanno dato spazio alla gara.











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Daniele Sparisci, Corriere della sera: “Indifendibile è il sistema del controllo dei limiti di pista attraverso sensori che ha portato alla protesta dell’Aston Martin. Oltre 1200 segnalazioni di presunte violazioni, impossibile per chi prende decisioni vedere tutto in tempo reale. Penalità arrivate dopo ore, pure quella che ha fatto retrocedere Sainz da quarto a sesto. Classifica riscritta, la solita F1 che ama farsi male da sola“.
Stefano Mancini, la Stampa: “Max è andato a vincere in solitaria (siamo arrivati al punto che viene inquadrato troppo poco e gli sponsor protestano)“.
Giandomenico Tiseo, Tuttosport: “Il rischio di fare copia e incolla”.
Gianluca Gasparini, la Gazzetta dello sport: “Bisognerebbe introdurre in F.1 ciò che accade nell’ippica: la corsa ad handicap per i cavalli più forti. Peso nel caso del galoppo, distanza in quello del trotto. Forse, per fermare Max Verstappen, andrebbe messo insieme tutto: far partire la sua Red Bull con 50 kg di zavorra e mezzo giro di distacco. Avremmo una gara. La grande popolarità di cui stanno godendo i GP, con le tribune pienissime e una platea di tifosi allargata e ringiovanita grazie a social e serie tv, deve tanto a quel 2021 post pandemia in cui il Mondiale si è deciso all’ultimo giro dell’ultima gara. A metà dell’anno seguente l’equilibrio si è sgonfiato di botto, fatto a pezzi dal genio progettuale di Adrian Newey e dal talento enorme di Max. Perché la musica cambi devono verificarsi varie combinazioni tutte insieme: un grande recupero tecnico di chi insegue, un ridotto margine di crescita della Red Bull, un improvviso appagamento nell’animo di Verstappen. Oggi come oggi, una specie di miracolo. Quello per cui pregano di nascosto Stefano Domenicali, presidente della F.1, e Liberty Media a cui i GP appartengono”.
Umberto Zapelloni, il Giornale: “La gara di Charles è stata buona, cancella le incertezze del sabato. Ma ottima è stata anche la gara di Carlos Sainz che, prima di prendersi la penalità per aver superato i track limits, si era sentito dire di non andare ad attaccare Leclerc. Un ordine che comincia a diventare una costante. Buono anche il modo in cui Vasseur sta gestendo i suoi due galletti. Ora si va subito a Silverstone, la pista che cancellerà anche i dubbi dei più scettici sui progressi Ferrari. Se andrà bene anche lì non ci saranno più dubbi“.
Pino Allievi, podcast Il Caffè per Formula Passion: “Vedere Leclerc e Sainz che per tutta la gara navigano aggressivamente tra il secondo e terzo posto, è stata una goduria immensa. Quelle cose che arrivano dal passato, tipo le immagini della prima volta che si è visto il mare o che si è incrociato lo sguardo magnetico di una ragazza”
Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “È stato Sainz a rubare la scena. Una grinta ormai rara a vedersi, in questa F1 da bon ton, per una difesa a oltranza su Perez, in modo da garantire a Charles il 2° posto. Sainz non corre da seconda guida, pretenderà accoglienza davanti alle proprie richieste, la restituzione dei crediti quando si troverà davanti al compagno. Con la sensazione di creare una tensione interna, con la convinzione di dover ricercare altrove una completa libertà“.
Alessandra Retico, Repubblica: “Aria fresca, l’uscita dal tunnel sembra davvero vicina per la Ferrari”.
Fulvio Solms, Corriere dello Sport-Stadio: “Ferrari come Heidi: ti sorridono i monti”.
Benny Casadei Lucchi, Il Giornale: “Prove di resurrezione. Utili, necessarie come ossigeno per il morale. Perché d’ora in poi ci creda ancor più lei e pure noi. Si creda tutti assieme, Ferrari, tifosi, critica, che la luce intravista in fondo al tunnel in cui si è incastrato il Cavallino possa diventare il chiarore prima di una nuova alba. Gli aggiornamenti funzionano, il monegasco dopo il mea culpa seguito alla gara sprint ringrazia boss Vasseur e gli ingegneri tutti per aver deciso di anticiparli, magari armonia e fiducia vere non sono ancora tornate però conforta e sprona chiudere la corsa subito dietro a un Verstappen e una Red Bull così in stato di grazia. E poi, stavolta, accanto a lei c’era lui: il presidente meno appassionato di F1 della storia Ferrari. John Elkann”.
Leo Turrini, Resto del Carlino: “Confesso di essere un po’ preoccupato. Per la seconda volta (la prima fu in occasione del trionfo di Le Mans, da lui cercato e voluto) in meno di un mese, beh, sono perfettamente d’accordo con John Elkann”.



ferrartristi: al prossimo tonfo saranno tutti contro Elkan, Vasseur, Charles, Carlos e chi più ne ha più ne metta. Oggi, invece, già si vedono campioni mondiali con due piloti ai primi due posti e primi nella classifica costruttori. Beh, sognare non costa nulla…
Se Fernando decidesse di ritirarsi, potrebbe generare un bel domino: Sergio potrebbe andare in AM, Carlos (o addirittura Charles, ma non ce lo vedo ad andare a fare la seconda guida di Max) in RB e chissà chi arriverebbe in ferrari
Non serve introdurre meccanismi ad handicap, non lo trovo giusto nei confronti di chi si è guadagnato il vantaggio tecnico con il lavoro, ma basterebbe reintrodurre la possibilità di fare test durante il campionato in modo da consentire ai team in ritardo di recuperare almeno parzialmente il gap. E poi basta con regolamenti tecnici troppo restrittivi, si vedrebbe sicuramente uno sport puro e maggiore competizione
E il budget cap dove lo mettiamo?